Già da troppo non sentivo più l'amaro in bocca di sentimenti taciuti, velati o contrari. La vita non ha tardato a ricordarmi che il cibo del suo banchetto è acido e amaro.
Probabilmente le mie paure sono infondate, ma nel momento in cui le ho provate il mondo ha trafitto il mio corpo appena risanato e il ghiaccio è tornato a congelare le mie vene. Ho sofferto, e avevo promesso alla mia anima di non farlo mai più inutilmente e questo appena provato poteva essere evitato. Ho lasciato per l'ennesima volta volare il mio animo verso un mondo di sogni e speranze che avevo chiuso oltre il portone ghiacciato del mio essere, custodito dal drago del mio universo. Ma abilmente ho addormentato il guardiano e, incoscente, ho utilizzato la sua fiamma per sciogliere i lucchetti.
Dall'esterno il calore ha sciolto il ghiaccio eterno del mio mondo, facendolo contorcere e tendere a una nuova vita....ma il caldo vento è cessato e il ghiaccio è tornato a reclamare ciò che era suo.
Così la Regina di Ghiaccio regna ancora, sbirciando ogni tanto verso l'immagine contorta e distorta che il ghiaccio lascia percepire del mondo esterno, scrutando se per caso vedrà quella fonte attiva che la fece sperare.
Inutile...non la vedrà. Il corpo intanto si contorce dal dolore sulla terra baciata dal gelo. La vita è chiusa fuori, il suo unico amante, il gelo stesso. Il drago intanto lecca le ferite e con la coda fa alzare un vento che sospinge i sogni e i desideri al soffitto a incastonarsi come gemme in stalattiti di ghiaccio dove, là almeno, rimarranno immutabili ed eterni.
