Thursday, August 18, 2011

Finally, Hopeless...

La speranza è solo una maschera della più grande illusione dell'uomo. Chi spera è condannato al niente.



Solo i pazzi al bivio scelgono di affrontare l'ignoto invece che intraprendere una strada già percorsa e conosciuta. E purtroppo quasi nessuno è così folle e chi lo è si trova quindi sempre in solitudine.

Tuesday, August 16, 2011

Like Madeleine...


Un odore. Quel profumo. Mi è bastato assaporarlo un momento, un unico momento per capire quanto fosse importante, quanto lo amassi. Un istante e subito la sensazione di essere a casa, al sicuro, nel posto giusto al momento giusto e con la persona giusta mi ha sopraffatta. Una scossa lungo la pelle e una calma improvvisa nell'anima. Non mi ero mai accorta di sentirmi così, di provare tutto ciò solo per lui. La sorpresa è durata un attimo per poi lasciare posto alla consapevolezza: è naturale che sia così, nulla è più importante e caro al cuore di ciò che ti fa stare bene e ti mette a tuo agio, soprattutto quando a farlo è una persona a cui tieni.

Sunday, August 07, 2011

WorldVictory

Questo è un testo che scrissi nel lontano 16 luglio 2007, ma ogni volta che lo rileggo mi sembra sempre più vero, così ve lo ripropongo.



Pronta a scattare in qualsiasi momento, pronta ad aggradeire chiunque mi si avvicini, e per cosa?

Per delle parole. Parole. Null'altro. Niente di concreto o di attendibile. solo ciò che di più indefinito e inconsistente esiste su questa terra...parole...parole che non andrebbero ascoltate e considerate perché effimere e inutili eppure parole che feriscono, che bruciano dentro. Parole...parole che non possono nulla ma che possono creare il vuoto dentro la nostra anima e rendere muto il silenzio del nostro cuore.

Saper estrarre velocemente la mia spada, saper combattere, essere fredda davanti all'avversario e saper anticipare le sue mosse non mi è servito: lo scontro è stato breve. la mia mano ha accarezzato l'elsa e non ha potuto fare altro, i miei occhi hanno guardato i suoi e non hanno potuto fare altro, i miei piedi si sono sistemati sul terreno e non hanno potuto fare altro, il mio cervello ha messo a fuoco la vittima e non ha potuto fare altro. i miei capelli non hanno fluttuato nell'aria, la mia voce non si è fatta sentire, i miei muscoli non hanno vibrato di forza, la mia spada non ha fenduto l'aria e il suo sibilo non si esteso alle orecchie dei presenti.

Le parole sono state più veloci di me, più veloci della mia mano, della mia spada, più veloci del mio pensiero, più veloci del mio cuore.

Una statua di marmo ha preso il mio posto, e la freddezza del combattimento è diventata la freddezza del mio cuore. La stabilità del mio corpo è diventata la rigidità della mia mente. L'agilità e il calore sono un ricordo, che svanisce a poco a poco, mentre il corpo si abitua all'immobilità. I sentimenti e le emozioni non esistono più, lasciano posto al dolore e all'indifferenza. Le parole dolci di chi mi ama sono state seppellite, e io, impossibilitata a scavare, imprigionata dalle catene di parole amare che sole riempono la mia testa e fanno tacere ogni cosa. Nel silenzio della mia anima sospiratrice esse hanno creato un buco nero, tutto attira verso il centro, verso il nulla per non lasciarmi altro che il nulla.

Che io possa sconfiggere questo avvelenamento, che io possa tornare a sentire una voce, che io possa tornare a sentirne il calore, nel mio cuore, sul mio corpo, e che si propaghi nell'infinito universo che c'è in me.

Che il drago possa nutrirsi di quel calore e riconoscerlo, che possa riconoscerne l'importanza assoluta per la sua sopravvivenza.

Che egli si avvicini a me e capisca chi sono, e pianga per chi sono diventata. Che mi si avvicini e mi regali quel calore che tanto il corpo di marmo brama. Che mi restituisca la vita che quella statua e quelle parole mi hanno rubato. Solo questo chiedo: il suo calore, la sua voce, la sua risata, il suo sorriso, il suo sguardo, le sue parole, nella speranza che le mie fredde orecchie possano udirle.