
Vorrei vivere senza costrizioni, in perfetta armonia con ciò che sono e ciò che mi circonda. Come se la mia anima potesse volare senza paura di ostacoli e pericoli verso il cielo, per innalzarsi oltre la coltre di nuvole che racchiude questo mondo e svelare finalmente la bellezza infinita di un cosmo vivo e vero.
Vorrei per una volta almeno nella mia vita vedere con chiarezza la sua realtà, vedere con chiarezza questa realtà. Sentire la vita che mi attraversa da ogni poro e rinfresca il mio corpo, dandogli vigore e la forza di volare.
Vorrei sentire i miei piedi scendere in profondità nella terra come se fossero radici in cerca di nutrimento, vorrei stendere le mie braccia al cielo come se fossero foglie spinte dal bisogno di luce.
Chiudo gli occhi e vedo intorno a me un mondo immerso nella pace, sento il canto della vita esaltare la piccolezza e l'umiltà.
Vedo il cielo stringersi su di noi e mostrarci il mistero di un unverso uguale e profondo come noi, vedo la Terra alzarsi accanto a noi per proteggerci dal vento e scaldarci col suo tepore.
Ma quanto può durare una visione?
Quanto può salvaguardare se stesso dall'oblio un sogno?
Quanto possono la fede e la speranza mantenere vivo il desiserio di un mondo più semplice ed ordinato?
Solo il tempo di raggiungere il punto più alto possbile prima di sparire per uno sbuffo di fumo. Non esistono sogni, esistono atti e realtà, esistono volontà e perseveranza. Nulla ci verrà mai incontro in questa realtà per portarci in un eden perduto e mai esistito.
Siamo ciò che siamo e la vita non è altro che un soffio di vento etereo e inconsistente. Ci può far volare, ci può guidare, ci può parlare, ma non sbatterà le ali per noi, non muoverà un solo muscolo al nostro posto, non ripeterà due volte ciò che ha da dirci.
Siamo soli, depressi e anneghiamo nella nostra autocommiserazione e nel nostro pianto. Urliamo per non udire altro che la disperazione della nostra voce e poi piangerne ancora una volta.
L'armonia non esiste, abbiamo trasformato il nostro mondo in un concerto di voci soliste discordi, senza spartiti e dirette da un concertista pazzo e che non parla la nostra lingua. Una cacofonia di voci strozzate da infiniti ed insensati pianti, storpiate da crudeli sogni e disperate speranze che si elevano senza ascoltare le altre tonalità, sorde ad ogni altra melodia tranne che alla propria e spesso anche a quella.
La nostra dannazione è di essere tristi e grigie volute di fumo che si elevano verso un cielo vuoto e oscuro come i nostri cuori dalle ceneri di un mondo che non esiste più, mentre crediamo di essere delicati soffi di un sogno pieno di speranze e grandi promesse destinati a raggiungere le stelle.