Thursday, July 26, 2007

Sensation before battle


Scorgo all'orizzonte la nube sollevata dai nemici. Sento la vibrazione della terra ai loro passi. Sento i loro canti di guerra. Per un attimo la vita mi abbandona, lasciandomi senza respiro, ma solo un attimo: neppure la morte mi è concessa. Vivo, nonostante tutto, vorrei poter pensare che tutto finirà, ora, con questa battaglia...che non ce ne saranno altre. Ma il mio cuore urla a questo pensiero: in realtà so, che dovrò ancora combattere, in realtà so che non finirà in questo giorno, su questo suolo. Ci saranno altre battaglie, altro sangue versato, molto inutilmente; ci saranno altre urla, altri pianti. Dopo questa battaglia altri verranno, credendo di potermi abbattere, credendo, questa volta, di vedere il mio sangue macchiare la terra, ma io so. Questo non si verificherà. Se almeno si verificasse io sarei in pace e l'eternità laverebbe le mie mani dal sangue che ho versato, ma non accadrà. Perché io sono io. Perché non mi arrendo mai, anche se lo desidero. Perché devo vincere sempre per non cadere nell'oblio e piangere fino a che qualcosa ancora esisterà.
Ancora una battaglia, ancora uno sforzo, poi ce ne saranno altri, con ancora sangue e ancora pianti di persone che non conosco, di persone che non mi conoscono, di persone che amo e che mi odiano. Senza speranza, per la speranza. Da sempre, per sempre, finché la vita avrà un senso.

Wednesday, July 18, 2007

Together


Ho sentito la tua voce,
ed è stato come trovarmi nuda davanti ai tuoi occhi
ma poi ho sentito la tua sorpresa,
ed è stato come se vedendomi mi sorridessi felice;
Ho sentito la tua risata,
ed è stato come se mi abbracciassi,
ho sentito il tuo respiro,
ed è stato come se tu, nudo, mi abbracciassi e accarezzassi, nuda.

Solo noi,
nessun altro.
i nostri pensieri,
nient'altro.

E un'unica speranza...

...di vivere un giorno insieme,
davvero,
solo noi,
senza paure, senza rimorsi,
con un desiderio pulsante nel cuore.

Monday, July 16, 2007

Dream my Love



Un sogno.
Io e te, talmente vicini da sentirci una cosa sola. Talmente in sintonia da non
provare timore o vergogna.
Tu che mi parli all'orecchio e mi stringi; come se null'altro contasse per te.
Il tuo calore che passa attraverso di me e mi riempe di una felicità inestinguibile
ed eterna, di una pace profonda e infinita.
La tua voce che culla i miei pensieri, e il battito del cuore che addormenta i miei indugi, e la paura che forse domani non ci saremo, come una ninna nanna cantata da una madre alla figlia durante l'uragano: con così tanto amore che quella lieve e appena sussurrata melodia soffoca il ruggito del vento e la rabbia della natura.
Forse sarà stupido o prematuro, ma credo di amarti. Forse ti ho sempre amato e in questi anni ho solo mentito a me stessa, come se nascondere la verità potesse aiutarmi a vivere meglio, quasi che una vita di menzogne potesse essere migliore di una vita con te.
Anche nel dolore e nella mortalità la vita con te avrebbe un altro sapore, un altro valore, più alto di tutta la pace e di tutta l'eternità che potrei vivere senza i tuoi occhi e la tua voce.
In questo giorno speciale per te, mi assumo la responsabilità dei miei sentimenti,
accettali e rispettali.
Auguri, ti auguro altri 18 anni di felicità, ti auguro di realizzarti e realizzare i tuoi sogni più grandi.
Ti auguro di amare, e di essere amato.
Ti auguro di vivere ogni giorno appieno e senza rimorsi, come fosse l'ultimo, come fosse l'unico.
E spero che tra quei momenti tu pensi a me e che magari alcuni tu decida di viverli con me.
Come in un sogno...

Memories and Deaths


Nebbia, invisibilità.
Ciò che provai nessuno lo capì.
ciò che morì dentro di me nessuno lo ricorda.

Per un pò, io stessa mi ero illusa
di non aver perduto nulla in quel giorno.
Ma se la mente può dimenticare, non lo può il cuore.

In un mare di sensazione e ricordi
un volto riemerge dall'oblio
della mia memoria di bambina.
Torna in vita un'identità e un amore
perduti ormai, come la vita che mi fu strappata,
insieme alla sua.
Quel giorno morìi due volte:
una per lei e una per me.

In un lento vortice di lacrime e rimpianti
il mio essere perdeva un pò di se stesso e della sua vita
ad ogni parola del sermone.

Promesse impossibili da mantenere,
sogni senza più valore,
parole senza più senso,
ormai.

Un funerale, una bara, una lapide,
tutto qui ciò che resta?
solo ciò mi rimane di colei che mi ha cresciuta?

Un ricordo, fatto di odori, profumi,
fatto di parole e sorrisi.
Insegnamenti e ciò che sono.
Insegnamenti e ciò in cui credo.
Questo mi rimane, forse.

Tanto tempo è passato,
forse troppo perché la mia complessa mente da adulta
capisca la semplice mente di bambina,
quella che avevo quando lei è morta.

La amavo, lei amava me,
ma mi è stata tolta e ora io non potrò ringraziarla
durante una cena,non potrò abbracciarla
e farle sentire quanto le voglio bene.
Lei non potrà sorridermi e guardarmi, fiera,
per i miei 18 anni.

Nessuna parola, nessuno sguardo,
nessun sorriso, nessun conforto.

Un solo pensiero:
quanto mi manca ora,
quanto mi è mancata,
quanto mi mancherà quel giorno,
quanto mi mancherà ogni giorno.

Non ci è stato concesso nessun futuro,
e ci è stato rubato un insufficiente passato.
Spero sia fiera di me,
di ciò che sono diventata,
anche senza il suo aiuto.

Spero che continui a starmi accanto,
che continui ad amarmi,
ovunque essa sia.

Ti voglio bene,
e ti dedico la mia maturità
e il mio futuro.

Thursday, July 12, 2007

The Death Miracle

Credo che per tutti l'espressione più enfatica per esprimere la propria nascita sia "Venire alla luce". Quasi che nascere sia la cosa più bella che l'uomo possa arrivare a immaginare, la cosa più bella che gli sia mai potuta capitare.
Non si rende conto che quello che lui acclama come un miracolo, in realtà è una condanna: nascere non è altro che la firma su di un contratto che implica forzatamente il dover morire. Chi nasce muore, sempre, senza scappatoie, senza vie di mezzo. Si potrebbe quasi dire che veniamo alla luce solo per vederla spegnersi di nuovo. Si può sicuramente dire che l'unica certezza che abbiamo è quella che un giorno moriremo, non che viviamo perché non tutti vivono. Sappiamo solo che ognuno di noi muore un pò ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo, ogni istante. E non importa se in quel momento siamo felici, o tristi, ridiamo o scherziamo, facciamo un torto o facciamo l'amore. Ogni momento perdiamo un pezzo del tempo che ci viene concesso in questo insignificante angolo di infinito e eterno. Ogni momento regaliamo una parte di noi al passato, un momento che non tornerà più, unico e irripetibile.
Il vero miracolo in realtà è la vita. La nascita non è altro che lo schiacciare il pulsante START sul computer biologico dell'umanità, non dipende da noi, non puoi cambiarlo, non puoi scieglierlo o giudicarlo. Ciò che noi possiamo davvero chiamare miracolo della natura è la vita che viviamo ogni giorno, quegli istanti che ci rendono unici agli occhi degli altri e che ci rendono noi stessi, la nostra libertà di poter scegliere come vivere, di poter scegliere chi essere e chi diventare. Il miracolo lo compiono quelle persone che comprendono il valore di ogni singolo istante passato su questo pianeta e in questo tempo e lo apprezzano nonostante tutto e lo vivono, al pieno delle loro possibilità, con la volontà di voler creare qualcosa di significativo per se stessi e per gli altri, seppur in piccola scala.
è vero, quella firma sul contratto ci segue ovunque, non possiamo sfuggirgli, e può sorprenderti da un momento all'altro, ma è il prezzo da pagare per il sogno più fantastico che l'uomo possa chiedere: vivere.
Se la morte è il prezzo da pagare per vivere anche un solo secondo, per sentirsi amati e provare la gioia di amare, per sentire l'odore del pane caldo quando entri in panetteria la mattina, per vedere il sorriso di un amico, per sentire la voce di tua madre dirti "sono fiera di te", allora sono pronta a pagare. perché neppure l'eternità, se privata di tutti questi momenti che caratterizzano la tua vita, ha un senso o un valore. L'eterno esiste solo di per se stesso e se non è caratterizzato da ciò che sono è inutile viverlo, sarebbe come morire e non desiderare altro senza poterlo fare. morire un pò ogni giorno, ma in realtà non morire mai, la più orrenda delle maledizioni.
Voglio morire? Sì, perché solo così darò un senso a ciò che ho fatto nella mia vita, a ciò che sono stata, solo allora tutto avrà valore e potrà essere ricordato con il sorriso, la fierezza, e l'amore di coloro che ancora non hanno concluso il loro contratto; solo così potrò dire di essermi realizzata, solo così potrò dire di aver vissuto il Sogno, solo allora potrò dire di aver vissuto.

Tuesday, July 10, 2007

In a closed glass

intorno a me la luce, dentro di me le tenebre.
sulla mia pelle il fuoco, nelle mie vene il gelo.
nella mia mente l'infinito, nel mio cuore la fatalità.
nei miei sogni l'eterno, nei miei incubi la morte
nel sonno un a speranza, nella veglia la realtà,
la notte la vita, il giorno la realtà!

come in un vaso di vetro, chiuso.
l'ossigeno mi basta solo per volgere lo sguardo a ciò che c'è fuori di me
e dentro di me piangere
perché mai lo vedrò per quello che è realmente
ma solo per ciò che io vorrei che fosse
e che tento di raggiungere
inutilmente.

l'inutilità del sogno dell'uomo
nel mondo, superfluo come il mondo che vede,
è effimera come effimera è la sua convinzione
di governare un mondo che in realtà non esiste
se non nella sua mente.

creatore della sua vita e della sua morte,
creatore del suo passato e del futuro,
creatore di se stesso e di ciò che lo circonda
creatore di tutto,
ma in fondo creatore di nulla.

come in un bicchiere di vetro chiuso

continua a credere che lo aprirà prima della fine
che vivrà, perché lui lo vuole
e lui lo impone,
urlando.

non si rende conto che è in balia di quelle invisibile particelle
che stupidamente spreca urlando la sua forza
e segnando la sua fine.
non si rende conto che quel sistema di cui si chiama padrone
è la gabbia che lo domina e per cui può essere ciò che è.
non si rende conto che la sua vita dipende da ciò
che crede di aver creato
e che ha tentato di distruggere
ma che esiste da prima di lui
e di lui non tiene conto.