Tuesday, July 10, 2007

In a closed glass

intorno a me la luce, dentro di me le tenebre.
sulla mia pelle il fuoco, nelle mie vene il gelo.
nella mia mente l'infinito, nel mio cuore la fatalità.
nei miei sogni l'eterno, nei miei incubi la morte
nel sonno un a speranza, nella veglia la realtà,
la notte la vita, il giorno la realtà!

come in un vaso di vetro, chiuso.
l'ossigeno mi basta solo per volgere lo sguardo a ciò che c'è fuori di me
e dentro di me piangere
perché mai lo vedrò per quello che è realmente
ma solo per ciò che io vorrei che fosse
e che tento di raggiungere
inutilmente.

l'inutilità del sogno dell'uomo
nel mondo, superfluo come il mondo che vede,
è effimera come effimera è la sua convinzione
di governare un mondo che in realtà non esiste
se non nella sua mente.

creatore della sua vita e della sua morte,
creatore del suo passato e del futuro,
creatore di se stesso e di ciò che lo circonda
creatore di tutto,
ma in fondo creatore di nulla.

come in un bicchiere di vetro chiuso

continua a credere che lo aprirà prima della fine
che vivrà, perché lui lo vuole
e lui lo impone,
urlando.

non si rende conto che è in balia di quelle invisibile particelle
che stupidamente spreca urlando la sua forza
e segnando la sua fine.
non si rende conto che quel sistema di cui si chiama padrone
è la gabbia che lo domina e per cui può essere ciò che è.
non si rende conto che la sua vita dipende da ciò
che crede di aver creato
e che ha tentato di distruggere
ma che esiste da prima di lui
e di lui non tiene conto.

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