Thursday, July 12, 2007

The Death Miracle

Credo che per tutti l'espressione più enfatica per esprimere la propria nascita sia "Venire alla luce". Quasi che nascere sia la cosa più bella che l'uomo possa arrivare a immaginare, la cosa più bella che gli sia mai potuta capitare.
Non si rende conto che quello che lui acclama come un miracolo, in realtà è una condanna: nascere non è altro che la firma su di un contratto che implica forzatamente il dover morire. Chi nasce muore, sempre, senza scappatoie, senza vie di mezzo. Si potrebbe quasi dire che veniamo alla luce solo per vederla spegnersi di nuovo. Si può sicuramente dire che l'unica certezza che abbiamo è quella che un giorno moriremo, non che viviamo perché non tutti vivono. Sappiamo solo che ognuno di noi muore un pò ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo, ogni istante. E non importa se in quel momento siamo felici, o tristi, ridiamo o scherziamo, facciamo un torto o facciamo l'amore. Ogni momento perdiamo un pezzo del tempo che ci viene concesso in questo insignificante angolo di infinito e eterno. Ogni momento regaliamo una parte di noi al passato, un momento che non tornerà più, unico e irripetibile.
Il vero miracolo in realtà è la vita. La nascita non è altro che lo schiacciare il pulsante START sul computer biologico dell'umanità, non dipende da noi, non puoi cambiarlo, non puoi scieglierlo o giudicarlo. Ciò che noi possiamo davvero chiamare miracolo della natura è la vita che viviamo ogni giorno, quegli istanti che ci rendono unici agli occhi degli altri e che ci rendono noi stessi, la nostra libertà di poter scegliere come vivere, di poter scegliere chi essere e chi diventare. Il miracolo lo compiono quelle persone che comprendono il valore di ogni singolo istante passato su questo pianeta e in questo tempo e lo apprezzano nonostante tutto e lo vivono, al pieno delle loro possibilità, con la volontà di voler creare qualcosa di significativo per se stessi e per gli altri, seppur in piccola scala.
è vero, quella firma sul contratto ci segue ovunque, non possiamo sfuggirgli, e può sorprenderti da un momento all'altro, ma è il prezzo da pagare per il sogno più fantastico che l'uomo possa chiedere: vivere.
Se la morte è il prezzo da pagare per vivere anche un solo secondo, per sentirsi amati e provare la gioia di amare, per sentire l'odore del pane caldo quando entri in panetteria la mattina, per vedere il sorriso di un amico, per sentire la voce di tua madre dirti "sono fiera di te", allora sono pronta a pagare. perché neppure l'eternità, se privata di tutti questi momenti che caratterizzano la tua vita, ha un senso o un valore. L'eterno esiste solo di per se stesso e se non è caratterizzato da ciò che sono è inutile viverlo, sarebbe come morire e non desiderare altro senza poterlo fare. morire un pò ogni giorno, ma in realtà non morire mai, la più orrenda delle maledizioni.
Voglio morire? Sì, perché solo così darò un senso a ciò che ho fatto nella mia vita, a ciò che sono stata, solo allora tutto avrà valore e potrà essere ricordato con il sorriso, la fierezza, e l'amore di coloro che ancora non hanno concluso il loro contratto; solo così potrò dire di essermi realizzata, solo così potrò dire di aver vissuto il Sogno, solo allora potrò dire di aver vissuto.

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